San Leo Music Fest, nel 2026 salta la XII edizione: “Con le risorse stanziate non possiamo garantire la qualità del festival”

Castellana Grotte, 17 agosto 2026 – Dopo undici edizioni, 46 concerti e circa 14.000 presenze, il San Leo Music Fest non potrà svolgere la sua XII edizione nel 2026.
A comunicarlo è Officina Musicale s.r.l.s., società organizzatrice della manifestazione, che ha preso la decisione dopo aver valutato attentamente la sostenibilità economica e organizzativa dell’evento alla luce dell’ennesimo taglio del contributo previsto dall’Amministrazione comunale di Castellana Grotte.
«Ringraziamo l’Amministrazione per aver riconosciuto il valore del San Leo Music Fest, la qualità degli artisti che negli anni si sono esibiti a Castellana Grotte e l’identità che la manifestazione ha costruito nel tempo – dichiara Francesco Saponari, amministratore di Officina Musicale –. Proprio per questo motivo riteniamo doveroso essere trasparenti: nelle condizioni attuali non siamo in grado di organizzare un’edizione che sia all’altezza della storia del festival».
Undici anni di musica e territorio
Il San Leo Music Fest nasce nel 2014 con una prima edizione articolata su tre giornate di concerti. Negli anni successivi la manifestazione cresce, arrivando a proporre quattro concerti in Largo San Leone Magno, sei appuntamenti presso attività commerciali del territorio e la Borsa di Studio Bed&Rec, realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale del Jazz Siena Jazz.
Nel 2018 nasce anche il San Leo Music Garden, pensato come spazio dedicato alle realtà emergenti, alle jam session e alle attività di food & beverage.
Dopo l’interruzione del 2020 dovuta alla pandemia, il festival riparte ma deve fare i conti con una progressiva riduzione delle risorse.
Tra il 2021 e il 2024 gli appuntamenti vengono ridotti a due per edizione, mantenendo però l’attenzione sulla qualità degli artisti e rinunciando, tra le altre cose, alla Borsa di Studio.
Nel 2025 il festival arriva a proporre un solo grande concerto, scegliendo comunque di mantenere alto il livello artistico con la presenza internazionale di Sarah Jane Morris, insieme a Tony Rémy e Tim Cansfield.
Il bilancio di questi undici anni racconta un progetto che ha avuto un impatto significativo sul territorio: 46 live organizzati, circa 14.000 presenze, 23 location coinvolte, 25 attività commerciali, 5 Borse di Studio Bed&Rec, 20 giovani talenti formati e 31 partner coinvolti, coinvolgendo artisti come: Sarah Jane Morris, Bungaro, Francesco Fratini, Selma Hernandes, Papas & Fafas, Riccardo Sinigallia, Savana Funk, Gaetano Partipilo Boom Collective, Musica da Ripostiglio, Mirko Signorile, Renzo Rubino, Danilo Rea, Gianluca Petrella, Enrico Rava, Francesco Bearzatti, GeGè Telesforo, Greta Panettieri, Simona Bencini, Roberto Gatto e Tony Arco.
“Meglio fermarsi che snaturare il festival”
La scelta di non organizzare l’edizione 2026 non è quindi legata alla volontà di interrompere il percorso del San Leo Music Fest, ma alla necessità di non comprometterne la qualità.
«In tutti questi anni abbiamo seguito una regola molto semplice: meglio fare meno, ma farlo bene – spiega Saponari –. Abbiamo già ridotto il numero dei concerti, rinunciato a iniziative e affrontato difficoltà economiche importanti pur di continuare a proporre artisti di qualità. Per il 2026, però, le risorse disponibili non ci permettono più di garantire questo standard, nemmeno pensando di replicare la formula dell’ultimo anno con un solo concerto».
Uno stop, non la fine di un percorso
Officina Musicale sottolinea infine come la decisione rappresenti uno stop legato alle condizioni attuali, e non la rinuncia al valore del progetto.
«Ci dispiace profondamente dover prendere questa decisione dopo undici anni di lavoro e di passione – conclude Saponari –. Ringraziamo l’Amministrazione per il riconoscimento espresso nei confronti della manifestazione e tutte le persone, gli artisti, i partner, le attività commerciali e il pubblico che hanno contribuito a rendere il San Leo Music Fest quello che è oggi. Ci auguriamo che in futuro possano crearsi le condizioni per ripartire con un progetto capace di rispettare la storia e la qualità che il festival ha costruito a Castellana Grotte».
